Pensare lateralmente
14 marzo 2012Nonostante la mia assenza dal blog possa far supporre che stia ancora infastidendo i cani, non è cosi.
Tra le altre cose, ultimamente mi sto dedicando ad approfondire l’argomento della creatività. Nel farlo ho conosciuto le ricerche di Edward De Bono, un guru in questo campo che ha fatto soldi con le sue innovative teorie.
Il suo messaggio è semplice ma provocante: la creatività è alla portata di tutti. C’è chi è più portato e chi meno, ma tutti possono beneficiare di questa risorsa innata e tutti possono svilupparla. Per usare una sua immagine, c’è chi corre più forte e chi meno, poi a qualcuno viene l’idea di usare i pattini; anche dopo ci sarà chi è più veloce, ma tutti correranno più forte di prima.
De Bono propone alcune tecniche per potenziare la creatività, ma soprattutto è il sostenitore e il teorizzatore del pensiero laterale.
Esso si contrappone al pensiero verticale, con il quale cerchiamo una soluzione ad un problema seguendo una via sequenziale e logica. Il pensiero laterale invece è quel metodo che consente di esplorare nuove vie e dunque di creare nuove soluzioni.
Definisco pensiero laterale la capacità di cambiare schema, di vedere le cose in maniera diversa; di ammettere che la nostra visione delle cose sia una possibilità simile a tante altre; e in fine la volontà di evadere da una struttura di pensiero per trovarne una migliore.
Quando con il pensiero laterale, discostandoci dalla via consueta, troviamo una nuova strada per arrivare alla soluzione, quest’ultima strada ci appare ora semplice, logica, perfino scontata. Ma non si sarebbe mai trovata senza l’esplorazione del pensiero laterale.
Quest’immagine (non sono sicuro sia dello stesso De Bono) rende bene l’idea del concetto:
Se mettiamo una bottiglia, con dentro delle mosche e delle api, in posizione orizzontale con il fondo rivolto verso una finestra, noteremo che le api cercheranno ostinatamente la via di uscita in direzione della finestra senza successo, mentre le mosche agitandosi in tutte le direzioni troveranno la via d’uscita attraverso il collo della bottiglia.
Tra le tecniche che propone – tutte di assicurato successo, dice lui – molte comprendono l’utilizzo di elementi casuali. Ad esempio connettendo due elementi apparentemente distanti tra loro, si possono trovare associazioni inedite, che mai si sarebbero trovate ragionandoci direttamente. Racconta che una tecnica usata per farsi venire delle idee è stata quella di passeggiare all’interno di un supermercato: l’oggetto più impensabile potrebbe suggerire un’idea nuova e un collegamento utile.
Del resto, come De Bono non risparmia di far notare, moltissime scoperte scientifiche sono nate in questo contesto, con associazioni casuali da stimoli o eventi imprevedibili, dalla mela di Newton in su.







