ottobre 28, 2008
Cose Mie, Ripensandoci...
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Approfondendo il mio intervento precedente, vorrei disquisire sull’animale più spettacolare del mondo, il maiale.
Non so se qualcuno si è mai chiesto: ma come fa il maiale ad essere così buono?
E’ un animale simpatico, goffo, tenero. Ma mi chiedo: come fa ad essere COSI’ BUONO?
Portatemi qualsiasi squisitezza gastronomica, avrà da che competere di fronte ad un tagliere di affettati. Tentatemi a qualunque ora del giorno, c’è sempre posto per una succulenta fetta di salume.
Apprezziamo il Maiale in tutte le sue molteplici forme: Coppa, Cotechino, Lardo, Lonza, Mortadella, Pancetta, Prosciutto, Speck, Salame, Salsiccia, Zampone, Würstel.
Grazie di esistere.
ottobre 8, 2008
Cose Mie
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Ok lo ammetto. Mi sono di nuovo iscritto ad Hattrick, il gioco di calcio manageriale on-line (precisazione per chi ne è rimasto fuori, beata innocenza).
Dopo una prima lunga esperienza con Otto Volante, la mia prima squadra (sigh!), era seguito un periodo di disintossicazione. Andava tutto bene finchè la voglia di schierare una formazione, di affezionarsi ai nomi strampalati dei calciatori, di cercare nuovi talenti sottocosto non ha prevalso.
Ora da quasi una stagione sono sulla panchina della Scapolammogliatese (id=856429). Non tutti conoscono la storia della mia modesta ma brillante società, nata dalla fusione delle locali realtà calcistiche degli Scapoli e degli Ammogliati. Evento storico.
Dopo una modesta stagione in Decima serie (ok, la strada da fare è ancora lunga) mi appresto ad un nuovo campionato. I ragazzi sono carichi e le finanze sono apposto. I giovani attaccanti crescono bene e presto saranno campioni affermati.
Vai Scapolammogliatese, spacca tutto!!!
ottobre 5, 2008
Cose Mie
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Caro Scoiattolo Blu,
pare che il ruolo sia toccato a te. Non ti avrei mai considerato forse, se non fosse per l’importanza del tuo compito. Lasciatelo dire, sei uno scoiattolo molto brutto, ma sei un simbolo, ed hai quindi il pregio di significare molto di più di quello che sei.
Sei un simbolo di riconoscimento oltretutto, e quindi quotidianamente riceverai sguardi che ti cercheranno e che avranno in te un punto di riferimento prezioso.
Sei stato scelto per essere un compagno d’avventura.
Joele sta per cominciare la scuola materna ed avrà proprio te sul suo segnalino. Non ne sei fiero?
Lui avrà bisogno di fortuna, come succede a tutti nelle piccole grandi nuove esperienze.
Immagino che tu sarai occupato nel tuo lavoro di custode della salviettina e delle altre sue cosucce. Penso pure che ci sarà già chi lo aiuta e lo segue.
Però, vorrei chiederti, tu sei lì accanto a lui tutti i giorni….bè, insomma…. tienimelo d’occhio!
settembre 6, 2008
Cose Mie
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Ce l’ho fatta.
Sembra che il contachilometri sia andato in tilt, ed invece segna proprio 88.888. Ho parcheggiato con il terrore che una manovra in più avesse fatto scattare quel fatidico chilometro… un’attesa di settimane mandata in fumo.
Un post è il minimo che possa fare per questa bella congiunzione di cifre.
Se facciamo il conto alla rovescia per lo scattare dell’anno e festeggiamo lo scattare dell’età, non vedo perchè non dovrei celebrare anche lo scattare dei chilometri.
Si aggiunga che (per una botta di fortuna) questo è l’ 80° post!
Fantastico!
agosto 2, 2008
Cose Mie
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Va detto che non sono certo io quello che pulisce tutte le settimane la macchina, e va detto che povera la macchinuccia mia soffre un po’ di incuria del principale utilizzatore.
Questo lo dico perchè non si pensi male ora che racconto la storia del ragno dello specchietto sinistro.
Tutti i giorni mi trovo una modesta ragnatela allo specchietto retrovisore lato guidatore. Quando mi accorgo la levo prima che qualcuno la noti e la considerazione di me e della mia macchina precipiti. Però la ragnatela ricompare.
Ora sono riuscito a fotografarlo, il mio amico ragno, con l’ennesimo suo tentativo di tela sempre nella stessa posizione. Ragno amante di automobili? Non direi, visto che ha scelto la mia
Ti stimo e ti invidio caro ragnetto, cocciuto, imperterrito, determinato, convinto del tuo ben preciso compito. Ti lascerei anche stare, e condurre la tua vita di instancabile tessitore, ma per noialtri umani la tua casa dolce casa è sinonimo di sporco. Buffo vero? Di dico questo così che non te la (te-la ahahah) prendi troppo quando con un poderoso colpo di strofinaccio spazzo via i tuoi progetti di vita.
Sono convinto però che ci riproverai. Ti voglio bene per questo.
giugno 5, 2008
Cose Mie
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Ormai sono in confidenza con questo blog; ho deciso di raccontare cose che non ho osato mai raccontare. Pochi sanno che ho un oscuro passato da Wikipediano (con il nome di battaglia di Kaptain, ovviamente). Per fortuna ne parlo al passato, perchè sono uscito dal tunnel già da parecchio; la mia wikidipendenza però aveva raggiunto livelli importanti.
La mia esperienza in Wikipedia incomincia per gioco 13 feb 2006 con la pagina Dodo. Niente di che, solo qualche notiziola quà e là, qualche dato preso dalla versione inglese, e la mia piccola pagina era completata. Con mio grande stupore, dopo solo 10 minuti la pagina era già stata modificata da un altro utente. Con il passare del tempo la pagina si arricchiva e si perfezionava. Incredibile.
Così mi sono lasciato appassionare dall’impegno della comunità che stava dietro quelle pagine. Scoprivo man mano che esistevano regole, attenzioni, procedure esatte per modificare o scrivere una pagina. Contribuire a qualunque pagina di wikipedia diventava così un lavoro meticoloso, controllato magari da altri occhi che ne valutavano la qualità o l’affidabilità.
Mi incuriosiva spesso il cosiddetto “lavoro sporco“, ovvero operazioni pressochè quotidiane che certi utenti compiono sulle pagine per formattare, oppure catalogare come “abbozzo”, oppure metterne in discussione alcuni contenuti. Solo grazie a questo lavoro Wikipedia si sviluppa e si mantiene. Grazie anche e soprattutto a certi invasati che ci passano le giornate…
Il lavoro su wikipedia, nonostante sia un “nobile” passatempo, insegni molto e incuriosisca su tante cose, purtroppo richiede molto, troppo tempo. Ed è per questo che ho abbandonato la mia partecipazione attiva.
Ho un fiero ricordo però di alcune pagine, scritte ex novo o alle quali ho contribuito, come Homo sapiens sapiens, Storia dell’uomo, Sorriso, oppure Oratorio (dove è rimasta ancora la foto dell’Oratorio di Locate, ihih!
)
maggio 27, 2008
Cose Mie
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Credo che, oggi come ai miei tempi, a scuola propinino ai bambini un beverone di rudimenti musicali fatto di canzoncine, rumori, esperimenti e giochini. Questa è l’idea di musica da bambini.
Strano, pare che la musica sia una di quelle cose che non si ricorda dall’infanzia con nostalgia o rimpianto, anzi, il rapporto verso essa migliora e cresce.
Dicevo dei ricordi musicali: una delle più inquietanti esperienze sono i primi contatti con gli strumenti musicali. Aggeggi come il flauto dolce (quello che tutti sono capaci di suonare, ma solo più tardi si intuisce la fregatura) o lo xilofono sono un ricordo che aleggia in quell’oscuro mondo delle elementari.
Solo usando molta fantasia e con molta fortuna avrei forse immaginato di dover suonare ancora uno strumento del genere. Con qualche differenza però: non si chiama più xilofono ma Vibrafono. Non suono Fra Martino e My Darling Clementine ma Tchaikovsky e Star Wars. Non faccio il saggio di fine anno ma un concerto.
Sembro quasi un musicista serio, se non fosse che la goduria di prendere in mano due bacchette e picchiettarle su uno strumento sconosciuto è la stessa dei bambini quando scoprono un gioco nuovo!
maggio 4, 2008
Cose Mie, Ripensandoci...
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Un nido di merlo, proprio nel mio giardino.
E l’occhio guardingo e allarmato è proprio suo, del papi. Lui, che ora si farà un po’ di turni di prolungata attesa. Nel consueto sottofondo di moderato traffico, tagliaerba in attività, vociare quotidiano, sotto un sole sempre meno primaverile. Giorno dopo giorno. Aspettando. Con la consapevolezza di avere un preciso fondamentale ruolo affidatogli dalla natura.
Bello, vedere la vita che -ignara di tutto- va avanti per la sua strada sotto il tuo naso!
Io amo questo merlo!
marzo 28, 2008
Cose Mie, Vita Vissuta
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Sono due le cose che ho imparato dalla mia vita da ciclista. La prima è che non sono mai stato un ciclista. La seconda è che quando compri una bicicletta nuova, va talmente veloce che quando la lasci incustodita per un po’ non la vedi più.
E’ per questo che ho sempre difeso la teoria: “bici vecchia va piano e lontano”. In realtà me la sono inventata adesso, e in effetti il motto non vuol dire niente. Però sta di fatto che le mie bici scassate mi hanno sempre portato ovunque e sono sempre state la seconda, o anche terza scelta dei ladruncoli di quartiere.
Così l’ultimo mio acquisto è stata una bici di seconda mano, scelta appositamente vecchia, brutta e acciaccata. Per ora fa il suo dovere e mi scarrozza fedelmente ed ecologicamente.
Ma fino ad oggi ignoravo la fantastica storia della MIA bicicletta.
Quella ciofeca della mia bici è nientepopodimeno che una “Airolg“. Il nome non vi dice niente? Bene. Una storiella che non ho avuto il tempo di verificare (ma non voglio nemmeno farlo, è stupendo così) racconta che in epoche lontane dominavano in Italia le biciclette “Gloria“. Forse un’idea geniale per rilanciare il prodotto, forse una crisi aziendale, forse un errore di stampa vollero che di punto in bianco nascesse la marca Airolg, il contrario del precedente nome.
Voglio assolutamente scoprire il volto e la storia dell’inventore del nuovo marchio. Ma le mie ricerche si fermeranno presto, probabilmente sono al cospetto di una leggenda antica, che mai del tutto si saprà.
Forse questo particolare crescerà il valore della mia bici? Sento già l’orda di antiquari senza scrupoli che circuiscono la mia dueruote. No, cari amici che vi rifornite al self-service del parcheggio delle biciclette: questa no. Scegliete una Ihcnaib o anche una Anirafninip, ma la Airolg no!
Per concludere, cito una wikiquote sulla bicicletta:
Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza (H.G. Wells)
…di ritrovare la bici?
marzo 10, 2008
Cose Mie, Vita Vissuta
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Spesso il mondo adulto e razionale ci impone prudenza e criterio nel giudizio. A maggior ragione per i ricordi d’infanzia, spesso appannati e deformati dagli anni.
Ma se c’è una cosa che considero bene assoluto e oggetto della mia devozione e gratitudine, sono i LEGO.
Hanno accompagnato giorni e giorni della mia infanzia.
Il mio gioco prevedeva continue costruzioni da zero, ore e ore di paziente ricerca dei pezzi giusti, magari pezzo unico nel mio vasto calderone di pezzi sfusi. E naturalmente, le mille e mille storie che prendevano vita!
A volte penso che debba a quel maniacale divertimento certe attitudini di adesso… la creatività, lo spirito da ingegnere, l’abitudine a far le cose da solo, la facilità a fantasticare.
Ricordo che ho smesso di giocare quando cominciavo a farmi le paranoie sui problemi urbanistici, sociali e di ordine pubblico nella mia città. Una delle ultime mie creazioni che ricordo era una sorta di “casa del popolo”, dove stavano praticamente tutti gli omini. Perchè era uno scandalo che ci fosse la famiglia reale col castello, il riccone con la villa e la piscina, l’allegra famigliola con la casa di campagna. E tutti gli altri? Quando ti vendono l’omino della ruspa mica ti dicono dove deve andare a dormire! Ma in che condizioni vive la classe operaia a Legoland?
Ed è stato pure un problema far convivere nello stesso spazio-gioco la gente in giacca e cravatta, Mago Merlino, Capitan Uncino, l’astronauta del futuro e il cronista della gara delle macchine. Credo pure di aver ipotizzato per la mia città una sorta di vigente federalismo, dove per le strade della città la polizia vigilava e il senso civico era scontato, mentre due piattaforme più in là i Pirati potevano tranquillamente sgozzare chi viaggiava per mare e nel castello regnava beatamente il Principe e la sua corte. Tutto in piena legalità.