W Bergamo Tv!

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I miei nuovi idoli! La prima family sit-com bergamasca. Che per di più fa da spot al nostro caro L’Eco di Bergamo.

Sparatevi gli 8 episodi nella sezione dedicata su YouTube.

Mitici Rotas! Voglio il cofanetto dvd di tutte le puntate!!!

Dolcetti di Nocciole

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Voglio postare una ricetta. Non sono un cuoco, ma cucinare, o meglio l’idea di farlo, mi piace molto. Una ricetta è un piccolo tesoro, quasi una formula segreta. Se poi è una ricetta di un dolce, è facile avere nelle narici i profumi che vengono dal forno caldo, nell’attesa di un momento di festa imminente. Cucinare significa attenzione, pazienza, impegno, e spesso è il modo più semplice e gustoso per prendersi cura degli altri.

A titolo di rappresentanza di tutte le ricette, a disposizione di tutti gli aspiranti cuochi che ci si vogliono cimentare, scrivo la ricetta dei famosi biscotti alle nocciole di mia mamma, trafugatale con vili tranelli e abili sotterfugi.

Dolcetti di Nocciole
- 200 g di Nocciole
- 200 g di Zucchero
- 2 albumi
- 1 bustina di Vanillina
- 1 cucchiaio di Fecola

Tostare le nocciole, privarli della pellicina e tritarle. Montare gli albumi a neve, aggiungere tutti gli ingredienti, mescolando bene. Distribuire il composto a mucchietti distanziati sulla teglia preparata con carta forno.
Cuocere a temperatura di 150°, lasciando lo sportello socchiuso. Controllare la cottura (30-40 min). A forno spento, lasciare ancora per qualche minuto.

L’abbigliamento che offende

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clock

“Bell’orologio…”
“Grazie!”
“Di che marca è?”
“Vaffanculo!”

Se pensate che un dialogo del genere possa essere sgarbato o volgare, siete veramente dei buzzurri. Ma dove vivete?

La griffe del momento per l’abbigliamento di tendenza e per gli accessori uomo-donna più fashion è Vaffanculo.

Indossare Vaffanculo è per la gente audace che osa vuole stupire. Ce ne vuole di coraggio. Voglio dire… è fin troppo facile: cosa direste voi a uno che porta questa marca??? Ecco, appunto. :D

Si fa presto a dire biro

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Sfrutto l’assist che mi ha dato il buon Gerry Scotti (che saluto, so che quando può mi segue sul blog) citando stasera il mitico Birò. C’è dietro una storiella che avevo già letto.

L’ungherese László József Bíró è l’inventore della penna a sfera. Si dice ebbe l’intuizione guardando dei bambini giocare a palla e notando la scia che lasciava la sfera rotolando sul terreno.

Quell’oggetto che oggi diamo per scontato e che troviamo in qualsiasi ambiente, è stato frutto di anni di tentativi e di grossi investimenti. Nonostante gli sforzi per migliorare e commercializzare il prodotto, Birò non riusciva a sostenere i costi di produzione. Avvenne che la storia della penna a sfera si incrociò con quella del barone francese Marcel Bich, che comprò il brevetto e produsse una penna a basso prezzo che conquistò il mondo.

Morale della favola, il geniale Birò morì in povertà, mentre Bich (che sfondò con il marchio Bic, quello dei rasoi e degli accendini) divenne ricchissimo.

Ah, destino ingrato e beffardo!

Wordpress + Jazz

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Il motore che c’è alla base di questo blog è Wordpress.

Ora, non ci tenevo molto a far notare questa cosa, che offende l’attenzione tra i più smanettoni tra i miei lettori e annoia terribilmente gli altri.

Però ho scoperto una piccola chicca che mi fa affezionare ancora di più a Wordpress. Ovvero la tradizione secondo la quale il nome di ogni versione di Wordpress sia dedicata ad un grande jazzista. (vedi). Grandi!

Ciò conferma il parere che ho sempre avuto sugli informatici (notare come ne prendo le distanze! ;) ). Sono super agili col computer e ne sanno una peggio del diavolo, tanto da far paura e impressionare. Ancora peggio se protagonisti di applicativi di successo. Però sotto sotto, alla fine sono dei gran giocherelloni, dei bambinoni che si divertono un mondo con il pc.

“Perchè date il nome di un jazzista ad ogni versione?” “Boh, così…ci piaceva.” :D

Sand art

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Devo assolutamente procurarmi un tavolo luminoso!!!

I grandi non capiscono mai niente

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Cappello piccolo principe

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero:”Spaventare? Perchè mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.

Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi…

(da: “Il piccolo principe” di Antoine De Saint – Exupéry )

Altro che Autan

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Cerco di ripristinare un po’ del mia antica curiosità per il mondo animale, prendendo l’occasione nel commentare un piccolo episodio.

Ieri sera un Unidentified Flying Object svolazzava indisturbato in casa mia. Qualche secondo di incredulità, ma poi la sua identità era chiara. Un simpatico topo alato era entrato dalla finestra. Problemi con il radar, forse. S’è fatto qualche giro tortuoso rasente al soffito, con una traiettoria non ben definita che sembrava talvolta pericolosamente abbassarsi in picchiata. Poi se n’è andato, così com’è entrato.

Questa strana visita la devo forse per motivi di appetito. Leggo adesso che un pipistrello mangia anche 2000 zanzare in una notte. Forse 2000 no, ma una buona rappresentanza c’era di sicuro ieri sera, a casa mia. Forse dovrei cestinare gli zampironi e allevare un pipistrello.

Ho scovato per caso anche un piccolo aneddoto, riguardo alla diceria che i pipistrelli si attacchino ai capelli (è pieno così, di gente che va dal parrucchiere disperata con un mammifero ingarbugliato nella chioma).

I piccoli dei pipistrelli stanno aggrappati al pelo delle loro madri e può capitare che allentino la presa, cadendo a terra; se proprio sotto si trova una persona, succede che il cucciolo si afferra d’istinto ai capelli. Questo capitava quando la gente (magari con lunghi capelli) viveva nelle capanne, con i pipistrelli appollaiati tranquillamente al soffitto.

Perchè passi per i radar fuori uso, ma credo che al giorno d’oggi un pipistrello moderno utilizzi le cinture di sicurezza per i piccoli.

Testa o croce

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Mi sono tolto lo sfizio di andare a vedere perchè diavolo si dice “Testa o croce“, dal momento che non mi ricordavo alcuna moneta con croci, figuriamoci con gli euro.

Sapevo che per curiosità del genere la buona Wikipedia non mi avrebbe deluso.lira

Per trovare monetine con le celebri “testa e croce” sulle facce, dobbiamo risalire al Regno D’Italia, per trovare ad esempio questa mitica monetina da 1 lira. Su una faccia, il profilo pizzuto di quel bell’ometto di Vittorio Emanuele II; sull’altra, lo stemma sabaudo con la croce, appunto.

Anacronistico, ma sempre più comodo che dire, prima di tirare a sorte, “Unione Europea o Uomo Vitruviano?”

Per l’amor di Dio!

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Hirst

Per caso vengo a conoscenza di Damien Hirst, artista inglese contemporaneo. L’ho notato perchè io e Chiara ne abbiamo visto alcune opere un paio d’anni fa; tra quelle che mi ricordo, due mucche imbalsamate e sezionate immerse in una soluzione di formaldeide e una serie di scaffali pieni di colorate pasticche e medicinali.

Direte: questo qui o beve o si fa. Esatto! Questo signore è il tipico artista genio e sregolatezza. Però è anche uno degli esponenti d’arte contemporanea più pagati al mondo. E’ sua l’opera più costosa al mondo (”For the Love of God”), un teschio umano completamente ricoperto di diamanti, costata 20 milioni di dollari circa e valutata 75. Il nome è dovuto all’espressione della madre di Damien quando vide l’opera: “Per l’amor di Dio!”.

Nella foto invece c’è quello che è considerato il capolavoro di Hirst, uno squalo di 4 metri in una vasca di formaldeide, si intitola The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living («L’impossibilità fisica della morte nella mente dei viventi»).
Carino.

Diciamo che non sono quel tipo di opere d’arte da appendere in salotto per far bella figura. Tra l’altro: cos’è il formaldeide?

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