Del Maiale non si butta via niente

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maiale

Approfondendo il mio intervento precedente, vorrei disquisire sull’animale più spettacolare del mondo, il maiale.

Non so se qualcuno si è mai chiesto: ma come fa il maiale ad essere così buono?
E’ un animale simpatico, goffo, tenero. Ma mi chiedo: come fa ad essere COSI’ BUONO?

Portatemi qualsiasi squisitezza gastronomica, avrà da che competere di fronte ad un tagliere di affettati. Tentatemi a qualunque ora del giorno, c’è sempre posto per una succulenta fetta di salume.

Apprezziamo il Maiale in tutte le sue molteplici forme: Coppa, Cotechino, Lardo, Lonza, Mortadella, Pancetta, Prosciutto, Speck, Salame, Salsiccia, Zampone, Würstel.

Grazie di esistere.

Non diciamo bestiate

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Immaginiamo di godere della compagnia di un bel micio, e nello stesso momento di gustarci un ricco pane e salame. In entrambi i comportamenti potremmo correttamente dire che “ci piacciono gli animali”?

Giro il quesito a chi si sente o si dichiara “animalista”. Non se la prendono costoro, se per conto mio mi dichiaro amante degli animali ma anti-animalista. E’ giusto protestare contro le cattiverie verso gli animali. No alla caccia alle foche e no ai cagnolini sulle autostrade. Sono d’accordo.

Attenzione però, l’effetto “Studio Aperto” è in agguato. Un cucciolo bello morbido con gli occhi lucidi (magari con un bel sottofondo musicale strappalacrime) ci trasforma tutti in paladini in difesa degli amici animali: e via di “Cat Pride“! Ci si straccia i vestiti quando si intravede il pericolo di cinismo e si appoggia indiscriminatamente qualsiasi azione zoofila.

Vorrei chiedere a chi si sente così sensibile a questi temi di mostrare coerenza fino in fondo. Così chiederei di protestare anche contro la grigliata mista, il pollo allo spiedo e il vitello tonnato. Le crudeltà contro gli animali sono mal tollerate: nessuno ha mai protestato per i grugniti e le urla di un maiale sul punto di essere sgozzato però; e sì che non mi sembrano proprio cinguettii.

Ed anche il genocidio costante e ininterrotto di pulci, zecche, formiche, mosche e zanzare pare non godere dell’attenzione dei più. Forse che esistano animali di serie A e di serie B? Colpa della Trudi, che non ha mai prodotto peluches di insetti orripilanti?

La battaglia animalista sbandierata da certe persone mi lascia perplesso. Grande rispetto e ammirazione per tutti gli animali: ma qui come ovunque, la moderazione e il buon senso sono d’obbligo.

Caro Scoiattolo Blu

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scoiattolo blu

Caro Scoiattolo Blu,

pare che il ruolo sia toccato a te. Non ti avrei mai considerato forse, se non fosse per l’importanza del tuo compito. Lasciatelo dire, sei uno scoiattolo molto brutto, ma sei un simbolo, ed hai quindi il pregio di significare molto di più di quello che sei.

Sei un simbolo di riconoscimento oltretutto, e quindi quotidianamente riceverai sguardi che ti cercheranno e che avranno in te un punto di riferimento prezioso.

Sei stato scelto per essere un compagno d’avventura.
Joele sta per cominciare la scuola materna ed avrà proprio te sul suo segnalino. Non ne sei fiero?

Lui avrà bisogno di fortuna, come succede a tutti nelle piccole grandi nuove esperienze.

Immagino che tu sarai occupato nel tuo lavoro di custode della salviettina e delle altre sue cosucce. Penso pure che ci sarà già chi lo aiuta e lo segue.

Però, vorrei chiederti, tu sei lì accanto a lui tutti i giorni….bè, insomma…. tienimelo d’occhio!

Ferme, così, guardate qui…

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marmotte


Zaino in spalla

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Vacca

C’è il Lago della vacca, poco sotto il Passo della Vacca (2355 m). Ma, porcavacca, c’è pure Lei! Questo curioso ammasso roccioso dà il nome a questi luoghi della Val Camonica, nei pressi del rifugio TIta Secchi. Va detto, quegli spuntoni che fan da orecchie e da coda sono stati aggiunti dopo, c’è il ritocchino… che delusione.

La vacca rifatta simboleggia la partenza del mio prossimo sentiero (Via Alta dell’Adamello). Mi auguro di portare a casa (oltre che tutte le ossa integre) qualche buon spunto di racconto anche per il blog.

Spidercar

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Ragno

Va detto che non sono certo io quello che pulisce tutte le settimane la macchina, e va detto che povera la macchinuccia mia soffre un po’ di incuria del principale utilizzatore.

Questo lo dico perchè non si pensi male ora che racconto la storia del ragno dello specchietto sinistro.

Tutti i giorni mi trovo una modesta ragnatela allo specchietto retrovisore lato guidatore. Quando mi accorgo la levo prima che qualcuno la noti e la considerazione di me e della mia macchina precipiti. Però la ragnatela ricompare.

Ora sono riuscito a fotografarlo, il mio amico ragno, con l’ennesimo suo tentativo di tela sempre nella stessa posizione. Ragno amante di automobili? Non direi, visto che ha scelto la mia ;)

Ti stimo e ti invidio caro ragnetto, cocciuto, imperterrito, determinato, convinto del tuo ben preciso compito. Ti lascerei anche stare, e condurre la tua vita di instancabile tessitore, ma per noialtri umani la tua casa dolce casa è sinonimo di sporco. Buffo vero? Di dico questo così che non te la (te-la ahahah) prendi troppo quando con un poderoso colpo di strofinaccio spazzo via i tuoi progetti di vita.

Sono convinto però che ci riproverai. Ti voglio bene per questo.

Piccolo sadico sollievo

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Zanzara zanzazoom



MENO UNA.



I grandi non capiscono mai niente

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Cappello piccolo principe

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero:”Spaventare? Perchè mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.

Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi…

(da: “Il piccolo principe” di Antoine De Saint – Exupéry )

Altro che Autan

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Cerco di ripristinare un po’ del mia antica curiosità per il mondo animale, prendendo l’occasione nel commentare un piccolo episodio.

Ieri sera un Unidentified Flying Object svolazzava indisturbato in casa mia. Qualche secondo di incredulità, ma poi la sua identità era chiara. Un simpatico topo alato era entrato dalla finestra. Problemi con il radar, forse. S’è fatto qualche giro tortuoso rasente al soffito, con una traiettoria non ben definita che sembrava talvolta pericolosamente abbassarsi in picchiata. Poi se n’è andato, così com’è entrato.

Questa strana visita la devo forse per motivi di appetito. Leggo adesso che un pipistrello mangia anche 2000 zanzare in una notte. Forse 2000 no, ma una buona rappresentanza c’era di sicuro ieri sera, a casa mia. Forse dovrei cestinare gli zampironi e allevare un pipistrello.

Ho scovato per caso anche un piccolo aneddoto, riguardo alla diceria che i pipistrelli si attacchino ai capelli (è pieno così, di gente che va dal parrucchiere disperata con un mammifero ingarbugliato nella chioma).

I piccoli dei pipistrelli stanno aggrappati al pelo delle loro madri e può capitare che allentino la presa, cadendo a terra; se proprio sotto si trova una persona, succede che il cucciolo si afferra d’istinto ai capelli. Questo capitava quando la gente (magari con lunghi capelli) viveva nelle capanne, con i pipistrelli appollaiati tranquillamente al soffitto.

Perchè passi per i radar fuori uso, ma credo che al giorno d’oggi un pipistrello moderno utilizzi le cinture di sicurezza per i piccoli.

Per l’amor di Dio!

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Hirst

Per caso vengo a conoscenza di Damien Hirst, artista inglese contemporaneo. L’ho notato perchè io e Chiara ne abbiamo visto alcune opere un paio d’anni fa; tra quelle che mi ricordo, due mucche imbalsamate e sezionate immerse in una soluzione di formaldeide e una serie di scaffali pieni di colorate pasticche e medicinali.

Direte: questo qui o beve o si fa. Esatto! Questo signore è il tipico artista genio e sregolatezza. Però è anche uno degli esponenti d’arte contemporanea più pagati al mondo. E’ sua l’opera più costosa al mondo (”For the Love of God”), un teschio umano completamente ricoperto di diamanti, costata 20 milioni di dollari circa e valutata 75. Il nome è dovuto all’espressione della madre di Damien quando vide l’opera: “Per l’amor di Dio!”.

Nella foto invece c’è quello che è considerato il capolavoro di Hirst, uno squalo di 4 metri in una vasca di formaldeide, si intitola The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living («L’impossibilità fisica della morte nella mente dei viventi»).
Carino.

Diciamo che non sono quel tipo di opere d’arte da appendere in salotto per far bella figura. Tra l’altro: cos’è il formaldeide?

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