Sand art
luglio 27, 2008 Interesting 1 CommentoDevo assolutamente procurarmi un tavolo luminoso!!!
Sessione di arte coi nipoti. Fantasia e creatività a gogò, senza briglie. Il prodotto più interessante del pomeriggio:

Si chiama “Essere umano con spazzatura e navicella” (gessetti colorati su tavoletta di ardesia).
L’artista ha fornito anche delle precise indicazioni sull’interpretazione dell’opera: “Questo è l’essere umano…. e questa qui tutta intorno è la spazzatura…. e questo contorno verde è la navicella.”
La critica più superficiale ha già inquadrato l’opera come un chiaro riferimento al problema dei rifiuti, quasi un suggerimento verso la soluzione ormai non troppo avveneristica di una “discarica spaziale”.
Ma è l’autore stesso a provocare, e suggerire una lettura più profonda, insinuando dubbi sul soggetto: “Ma Stefano, gli esseri umani hanno la faccia tutta verde?”
Per caso vengo a conoscenza di Damien Hirst, artista inglese contemporaneo. L’ho notato perchè io e Chiara ne abbiamo visto alcune opere un paio d’anni fa; tra quelle che mi ricordo, due mucche imbalsamate e sezionate immerse in una soluzione di formaldeide e una serie di scaffali pieni di colorate pasticche e medicinali.
Direte: questo qui o beve o si fa. Esatto! Questo signore è il tipico artista genio e sregolatezza. Però è anche uno degli esponenti d’arte contemporanea più pagati al mondo. E’ sua l’opera più costosa al mondo (”For the Love of God”), un teschio umano completamente ricoperto di diamanti, costata 20 milioni di dollari circa e valutata 75. Il nome è dovuto all’espressione della madre di Damien quando vide l’opera: “Per l’amor di Dio!”.
Nella foto invece c’è quello che è considerato il capolavoro di Hirst, uno squalo di 4 metri in una vasca di formaldeide, si intitola The Physical Impossibility of Death in the Mind of Someone Living («L’impossibilità fisica della morte nella mente dei viventi»).
Carino.
Diciamo che non sono quel tipo di opere d’arte da appendere in salotto per far bella figura. Tra l’altro: cos’è il formaldeide?
Accettiamo, da figli del nostro tempo, la logica commerciale del “non ti do niente per niente”. Fatto questo, abituati e vaccinati ormai alla pubblicità, possiamo pretendere dalla pubblicità qualcosa, visto che ci chiede qualcosa lei per prima.
Perchè non riconoscere allora l’arte e la bellezza di certi prodotti pubblicitari.
Geniale. Di quella semplicità assolutamente simbolica e provocatoria come piace a me.
E invece questo fotografo pazzoide si è specializzato in foto assurde di paesaggi realizzati solo con verdure, ortaggi, salumi e quant’altro di commestibile. Si chiamano “Foodscapes”, il fotografo è Carl Warner. Alcune delle sue foto sono visibili anche qui.
Si dice che l’artista abbia trovato questo originale soggetto per le sue fotografie cercando uno stratagemma per invogliare i suoi bambini a mangiare le verdure.
Si è fatto un po’ prendere la mano, dico io.
Gustosa e pittoresca manifestazione di massa a Termini (vedi articolo).
E la folla si «congela» all’improvviso
Masse di persone immobili, «paralizzate» per alcuni minuti tra lo stupore e il divertimento dei passanti.
Geniali…
Tutto ciò fa bene al grigiore metropolitano e alla libera Creatività. W la gente.