Wordpress + Jazz

Interesting 1 Commento

Il motore che c’è alla base di questo blog è Wordpress.

Ora, non ci tenevo molto a far notare questa cosa, che offende l’attenzione tra i più smanettoni tra i miei lettori e annoia terribilmente gli altri.

Però ho scoperto una piccola chicca che mi fa affezionare ancora di più a Wordpress. Ovvero la tradizione secondo la quale il nome di ogni versione di Wordpress sia dedicata ad un grande jazzista. (vedi). Grandi!

Ciò conferma il parere che ho sempre avuto sugli informatici (notare come ne prendo le distanze! ;) ). Sono super agili col computer e ne sanno una peggio del diavolo, tanto da far paura e impressionare. Ancora peggio se protagonisti di applicativi di successo. Però sotto sotto, alla fine sono dei gran giocherelloni, dei bambinoni che si divertono un mondo con il pc.

“Perchè date il nome di un jazzista ad ogni versione?” “Boh, così…ci piaceva.” :D

I grandi non capiscono mai niente

Interesting Nessun Commento

Cappello piccolo principe

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava. Ma mi risposero:”Spaventare? Perchè mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” Il mio disegno non era il disegno di un cappello. Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.

Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi…

(da: “Il piccolo principe” di Antoine De Saint – Exupéry )

Arte NON spazzatura

Vita Vissuta 2 Commenti

Sessione di arte coi nipoti. Fantasia e creatività a gogò, senza briglie.  Il prodotto più interessante del pomeriggio:

essereumano

Si chiama “Essere umano con spazzatura e navicella” (gessetti colorati su tavoletta di ardesia).

L’artista ha fornito anche delle precise indicazioni sull’interpretazione dell’opera: “Questo è l’essere umano…. e questa qui tutta intorno è la spazzatura…. e questo contorno verde è la navicella.”

La critica più superficiale ha già inquadrato l’opera come un chiaro riferimento al problema dei rifiuti, quasi un suggerimento verso la soluzione ormai non troppo avveneristica di una “discarica spaziale”.

Ma è l’autore stesso a provocare, e suggerire una lettura più profonda, insinuando dubbi sul soggetto: “Ma Stefano, gli esseri umani hanno la faccia tutta verde?”

A volte ritornano

Cose Mie 2 Commenti

vibrafono

Credo che, oggi come ai miei tempi, a scuola propinino ai bambini un beverone di rudimenti musicali fatto di canzoncine, rumori, esperimenti e giochini. Questa è l’idea di musica da bambini.

Strano, pare che la musica sia una di quelle cose che non si ricorda dall’infanzia con nostalgia o rimpianto, anzi, il rapporto verso essa migliora e cresce.

Dicevo dei ricordi musicali: una delle più inquietanti esperienze sono i primi contatti con gli strumenti musicali. Aggeggi come il flauto dolce (quello che tutti sono capaci di suonare, ma solo più tardi si intuisce la fregatura) o lo xilofono sono un ricordo che aleggia in quell’oscuro mondo delle elementari.

Solo usando molta fantasia e con molta fortuna avrei forse immaginato di dover suonare ancora uno strumento del genere. Con qualche differenza però: non si chiama più xilofono ma Vibrafono. Non suono Fra Martino e My Darling Clementine ma Tchaikovsky e Star Wars. Non faccio il saggio di fine anno ma un concerto.

Sembro quasi un musicista serio, se non fosse che la goduria di prendere in mano due bacchette e picchiettarle su uno strumento sconosciuto è la stessa dei bambini quando scoprono un gioco nuovo! ;)

Non si gioca col cibo

Interesting 1 Commento

Paesaggio cibo

E invece questo fotografo pazzoide si è specializzato in foto assurde di paesaggi realizzati solo con verdure, ortaggi, salumi e quant’altro di commestibile. Si chiamano “Foodscapes”, il fotografo è Carl Warner. Alcune delle sue foto sono visibili anche qui.

Si dice che l’artista abbia trovato questo originale soggetto per le sue fotografie cercando uno stratagemma per invogliare i suoi bambini a mangiare le verdure.

Si è fatto un po’ prendere la mano, dico io.

The Smilemaker

Ripensandoci..., Vita Vissuta 5 Commenti

Sorriso

Dal dentista mi aspettavo le solite frasi: “dica: ‘aaaah’… ” oppure “stringi i denti” o anche “prima lascia andare il mio dito”. Inaspettatamente mi ha dato invece quest’ordine: “sorridi”.

Proprio così: sorridi. Ho avuto qualche istante di smarrimento. Probabilmente il mio cervello ha creduto per un attimo di essere dal fotografo.

La richiesta mi ha fatto comunque pensare all’importanza dei dentisti ai fini del benessere e della pacifica convivenza sociale. Perchè se c’è una cosa che adoro e che venero è il sorriso.

Per cominciare, vorrei innanzitutto che qualcuno mi spiegasse chi diavolo glielo dice ai neonati di sorridere. Pare che il sorriso sia una risorsa innata dell’essere umano. Che so, i pulcini escono dall’uovo e sbeccucciano in giro. I neonati invece sanno sorridere. Ed è una cosa bella, perchè non sarebbe affatto utile al bambino saper beccare.

Il sorriso è una grande benedizione, quanto il mondo ha bisogno di sorrisi… Poi c’è sorriso e sorriso… esistono i sorrisini sarcastici, i sorrisi da schiaffi, i sorrisi di circostanza, i sorrisi di compassione, i sorrisi nervosi, i sorrisi e canzoni, i sorrisi dei sofficini e il sorriso scotti. Scremato un po’ il grande insieme dei sorrisi, trovo il sorriso che piace a me, quello sincero, gratis e senza preciso motivo. Il sorriso è una risorsa che non costa nulla e non produce rifiuti, andrebbe dispensata a vanvera da chiunque a chiunque, bisognerebbe intasare il mondo di sorrisi, avere la nausea di sorrisi. Voglio andare al casello dell’autostrada e ricevere un sorriso. Andare in edicola e ricevere un sorriso. Incrociare il vicino di condominio e ricevere un sorriso.

Andare dal dentista e ricevere un bicchiere d’acqua.

Risciacqua. Sputa qui.

La vera storia dei Teletubbies

Ripensandoci... 6 Commenti

Teletubbies

La fortunata serie televisiva dei Teletubbies viene creata dalla BBC intorno al 1997. Pochi da allora hanno avuto il coraggio di raccontare le cose come stanno. Prima di oggi.

I Teletubbies sono evidentemente un triste esempio di brutalità umana. Questi quattro “esseri” conducono un’esistenza estranea della realtà, in un mondo creato ad hoc per i loro modesti fabbisogni.
Vivono in un mondo incantato, con estesi prati verdi, fiori e cielo limpido. La loro vita però e controllata da un’oscura presenza esterna, il TubbyBigBrother, che dà segni della sua invadente presenza attraverso sfacciate altoparlanti che spuntano dal giardino. La vita dei quattro tubby-soggiogati è scandita dalla loro voce elettronica e petulante. Ignari del loro stato di cattività, la massima aspirazione quotidiana dei Teletubbies è venire posseduti dalle onde elettromagnetiche che l’enorme Antenna invia costantemente. Così, abbandonati al triste destino di creature bio-cibernetiche, cercano la loro piccola realizzazione guardandosi le pancie mentre trasmettono filmati idioti e le loro repliche.

Ma il momento più umiliante è quando, all’ora di pranzo, quando hanno fame perfino creature -diciamolo- mostruose come loro, le quattro cavie colorate si mettono in fila davanti ad una macchina che sputazza un beverone acido da bere con una cannuccia. Questo è il loro unico cibo. Probabilmente il controllo sulle menti di queste creature arriva a tal punto da non permettere loro di realizzare che il loro prato è popolato da migliaia di conigli delle dimensioni di un cinghiale.

La giornata ha la durata di una puntata. Dopo una mezzoretta di inutile esistenza, i Teletubbies tornano nel loro giaciglio.

Felici.

Noci dell’amicizia

Ripensandoci..., Vita Vissuta 3 Commenti

noce

Mai sottovalutare gli oggetti. Specialmente i meno rilevanti e gli apparentemente più stupidi. Tali cose hanno il potere enorme di essere qualcosa. Qualcosa di personale dico. Qualcosa che attraversa l’immaginazione, la fantasia, la storia di una persona. I bambini insegnano…

Queste due noci sono state l’irritantissima compagnia ritmica di un post-serata, involontarie protagoniste del delirio non-sense. Ora finalmente mi ricordo pure il recente aneddoto cui erano legate.

Giorni fa ho sentito la storiella di un bambinetto delle elementari. Lui e il suo amichetto intimo sono inseparabili soci di scorribande e avventure. M’ha quindi mostrato una noce, chiedendomi se avessi già visto una noce simile nelle mani dell’amico. Così ho saputo che due noci erano il pegno d’amicizia tra i due amichetti. Carini!

Santa Lucia

Ripensandoci... 3 Commenti

Santa Lucia

Lungi da me polemizzare con la sempre cara Santa Lucia. Ma diciamolo, non è che sia proprio una gran professionista.

D’accordo. Non è così sponsorizzata come Babbo Natale. Lui si può permettere una slitta deluxe, un allevamento di renne e un esercito di elfi, si può negare? Che dire, ha sfondato a Hollywood e in tv, ha imboccato la strada del successo.

Questo non toglie però che Santa Lucia mi deve ancora spiegare come mai anni fa, quando chiesi espressamente nella mia letterina, nel mio stampatello scolastico cubitale, la Nave dei Pirati dei Lego, mi arrivò invece la nave dei Gendarmi. Voglio dire, ero stato chiarissimo, davo per certo che mi avrebbe capito. Come ha fatto a confondere la nave rossa, grande, piena di pirati barbuti con la striminzita nave di quelle checche dei Gendarmi?

E non mi si tiri fuori la storia della cecità. Se è davvero cieca non se ne va a zonzo per supermercati e discount (perchè è risaputo che si rifornisce dal negozio vicino casa, ’sta drittona) e non si intrufola per le case, eludendo sistemi d’allarme, chiusure ermetiche di porte e finestre, decorazioni e lucine natalize, che nemmeno Tom Cruise in Mission Impossible.

E poi non ho capito perchè il vecchio Babbo si smazza tutto il pianeta in una notte e la cara Santa passa dove gli pare e quando gli pare. Questa non mi è mai andata giù. Perchè deve passare a casa mia il 12 notte, dal vicino il 13 pomeriggio e a scuola il 14 mattina? Cioè, una notte è bella lunga eh, organizzati.
Perchè poi in certe case non passa? Cos’è? Razzismo? Simpatia? Restrittezze economiche? Allora specifichiamolo: “porterò i regali fino ad esaurimento scorte”. Oppure “solo ai primi 400 che manderano la letterina”.

E questa storia della letterina: ok, se proprio vuoi formalizzare la cosa, bene. Ma dammi un modulo precomplilato, una traccia almeno. Mica che poi scarti la mia letterina solo perchè non conforme.

Si lascia pure lo spuntino a lei e all’asinello, poveri…. La Befana ha mai chiesto qualcosa? No. Un minimo di serietà: sei nella tua notte di lavoro, se ti devi fermare ad ogni casa a rifocillarti ci credo che non finisci più.

Che dire, presto le scriverò una letterina. Di protesta!

Latinorum

Interesting 1 Commento

Ho sempre creduto che “Arimo” fosse una di quelle parole idiote che qualche tuo amichetto (idiota) delle elementari inventava e si usava come il prezzemolo durante i giochi (diciamolo, idioti pure quelli).

Invece la parola ha etimologia nientemeno che latina (=arimortis) :O (Vedi qui)

Già che si è in tema di etimologie… scopro oggi che il verbo desiderare significa “mancanza di stelle“, dal latino de+sidera.

Spettacolare.