novembre 18, 2008
Interesting
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Voglio postare una ricetta. Non sono un cuoco, ma cucinare, o meglio l’idea di farlo, mi piace molto. Una ricetta è un piccolo tesoro, quasi una formula segreta. Se poi è una ricetta di un dolce, è facile avere nelle narici i profumi che vengono dal forno caldo, nell’attesa di un momento di festa imminente. Cucinare significa attenzione, pazienza, impegno, e spesso è il modo più semplice e gustoso per prendersi cura degli altri.
A titolo di rappresentanza di tutte le ricette, a disposizione di tutti gli aspiranti cuochi che ci si vogliono cimentare, scrivo la ricetta dei famosi biscotti alle nocciole di mia mamma, trafugatale con vili tranelli e abili sotterfugi.
Dolcetti di Nocciole
- 200 g di Nocciole
- 200 g di Zucchero
- 2 albumi
- 1 bustina di Vanillina
- 1 cucchiaio di Fecola
Tostare le nocciole, privarli della pellicina e tritarle. Montare gli albumi a neve, aggiungere tutti gli ingredienti, mescolando bene. Distribuire il composto a mucchietti distanziati sulla teglia preparata con carta forno.
Cuocere a temperatura di 150°, lasciando lo sportello socchiuso. Controllare la cottura (30-40 min). A forno spento, lasciare ancora per qualche minuto.
ottobre 28, 2008
Cose Mie, Ripensandoci...
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Approfondendo il mio intervento precedente, vorrei disquisire sull’animale più spettacolare del mondo, il maiale.
Non so se qualcuno si è mai chiesto: ma come fa il maiale ad essere così buono?
E’ un animale simpatico, goffo, tenero. Ma mi chiedo: come fa ad essere COSI’ BUONO?
Portatemi qualsiasi squisitezza gastronomica, avrà da che competere di fronte ad un tagliere di affettati. Tentatemi a qualunque ora del giorno, c’è sempre posto per una succulenta fetta di salume.
Apprezziamo il Maiale in tutte le sue molteplici forme: Coppa, Cotechino, Lardo, Lonza, Mortadella, Pancetta, Prosciutto, Speck, Salame, Salsiccia, Zampone, Würstel.
Grazie di esistere.
ottobre 28, 2008
Ripensandoci...
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Immaginiamo di godere della compagnia di un bel micio, e nello stesso momento di gustarci un ricco pane e salame. In entrambi i comportamenti potremmo correttamente dire che “ci piacciono gli animali”?
Giro il quesito a chi si sente o si dichiara “animalista”. Non se la prendono costoro, se per conto mio mi dichiaro amante degli animali ma anti-animalista. E’ giusto protestare contro le cattiverie verso gli animali. No alla caccia alle foche e no ai cagnolini sulle autostrade. Sono d’accordo.
Attenzione però, l’effetto “Studio Aperto” è in agguato. Un cucciolo bello morbido con gli occhi lucidi (magari con un bel sottofondo musicale strappalacrime) ci trasforma tutti in paladini in difesa degli amici animali: e via di “Cat Pride“! Ci si straccia i vestiti quando si intravede il pericolo di cinismo e si appoggia indiscriminatamente qualsiasi azione zoofila.
Vorrei chiedere a chi si sente così sensibile a questi temi di mostrare coerenza fino in fondo. Così chiederei di protestare anche contro la grigliata mista, il pollo allo spiedo e il vitello tonnato. Le crudeltà contro gli animali sono mal tollerate: nessuno ha mai protestato per i grugniti e le urla di un maiale sul punto di essere sgozzato però; e sì che non mi sembrano proprio cinguettii.
Ed anche il genocidio costante e ininterrotto di pulci, zecche, formiche, mosche e zanzare pare non godere dell’attenzione dei più. Forse che esistano animali di serie A e di serie B? Colpa della Trudi, che non ha mai prodotto peluches di insetti orripilanti?
La battaglia animalista sbandierata da certe persone mi lascia perplesso. Grande rispetto e ammirazione per tutti gli animali: ma qui come ovunque, la moderazione e il buon senso sono d’obbligo.
settembre 30, 2008
Vita Vissuta
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Domenica 28 ho partecipato all’Imagnalonga, camminata sui colli della Valle Imagna scandita dalle portate di un ricco menu di prodotti tipici ad ogni tappa. Una bella sgambata e una gran mangiata, insomma. Già solo il pensiero mi è godurioso. Il tempo è stato clemente, la compagnia piacevole, archivio dunque volentieri il ricordo di una grande giornata.
Mia amatissima e tenera compagna di viaggio è stata la tazzona di alluminio, distribuita a tutti i partecipanti. Essa era indistintamente adatta al vin brulè, all’acqua frizzante o al thè. Insieme con le posate, faceva parte del “kit di sopravvivenza”. Quasi fosse l’unico bene di cui noi, viandanti in cammino, potevamo disporre, il nostro kit era il tramite fisico tra noi e il cibo; questa semplificazione e riduzione all’essenziale del nutrirsi mi metteva tanto appetito da farmi commuovere. L’unico inconveniente pratico che aveva la tazzona è che ti dovevi saper regolare con le dosi di vino rosso.
Il contatto con la natura e l’aria aperta ha portato a parentesi filosofiche mica da ridere, come la disquisizione su “come sarebbe stato il mondo se l’uomo avesse tre mani”. Foglia sostiene che “saremmo tutti più egoisti”, ma sono ancora molto perplesso su questa conclusione. Preferisco continuare a pensare alla possibilità di guidare e scaccolarsi senza problemi.
luglio 20, 2008
Vita Vissuta
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In queste notti estive si insinua un oscuro mistero. Gratta-gratta… una puntura di zanzara. Gratta-gratta, gratta-gratta. A ben guardare le punture di zanzare sono due. Una a pochi centimetri dall’altra.
Così da giorni, ora su un polpaccio, ora sull’avambraccio, ora sulla caviglia. Ci ho pensato, ho trovato due possibili soluzioni razionali.
La prima è che le zanzare che frequentano il mio banchetto cutaneo sono sempre in coppia fissa. Tenere! Zanzaro e zanzaretta che svolazzano nel miei dintorni. “Stasera, che ne dici se andiamo a succhiare al polso destro?” “Di nuovo?? Ci siamo stati l’altra sera, lo sai che con quel braccino ossuto si sta scomodi…”
In realtà paiono gradire, quei punzecchiatori romanticoni. Ma la teoria del tête-à-tête alato è solo una delle due ipotesi. L’altra, molto meno poetica, è quella della zanzara-lavandino.
Quella che, dopo una generosa puntura che sfamerebbe un normale insetto, sta per andarsene, ma poi – ingordo – ci ripensa: “al diavolo la dieta!” e affonda il suo appuntito naso un’altra volta.
Cara zanzara ipernutrita, ti auguro vivamente di schiantarti al suolo in volo per il tuo dolce peso.
febbraio 25, 2008
Interesting
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E invece questo fotografo pazzoide si è specializzato in foto assurde di paesaggi realizzati solo con verdure, ortaggi, salumi e quant’altro di commestibile. Si chiamano “Foodscapes”, il fotografo è Carl Warner. Alcune delle sue foto sono visibili anche qui.
Si dice che l’artista abbia trovato questo originale soggetto per le sue fotografie cercando uno stratagemma per invogliare i suoi bambini a mangiare le verdure.
Si è fatto un po’ prendere la mano, dico io.
gennaio 6, 2008
Cose Mie
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A dispetto dei miei 72kg (peso standard secondo le norme vigenti nel mio metabolismo), come tanti sapranno ho una gran confidenza col cibo, diciamo che ci diamo del tu, anzi diciamo che siamo amiconi (pappa e ciccia no, non lo dico…l’ho detto). Sono sempre stato fiero della mia lavandinaggine, anche perchè risolve un sacco di noie quotidiane (niente imbarazzi in casa d’altri, niente problemi di fronte alle schifezze estere, niente stomaco vuoto quando si ha la scelta obbligata a pranzo). Ultimamente però ho qualche sconcertante dubbio, di fronte ad alcuni evidenti segnali preoccupanti:
- E’ giusto finire i piatti dei nipoti. Perchè buttare via roba? Però non era proprio necessario in ristorante, con mille portate sul menu.
- L’ultimo dell’anno non ci si può riempire lo stomaco come una zampogna e il fegato come una famiglia di zampognari per poi accorgersi di aver perso 2 kg. Non è possibile. E’ una questione di bilancio. Non può uscire più di quello che è entrato.
- Potevo ordinare semplicemente un panino, un toast, una piadina. Perchè quella volta a pranzo invece ho chiesto un piatto di tagliatelle con broccoli e acciughe? Mammamia che buone…
- D’accordo, il kebab è già di per sè una squisita schifezza. Non è quello il problema. Due kebab uno di seguito all’altro sì però. In macchina c’è ancora odore di cipolla.
Interrompo l’elenco prima che mi venga voglia di aprire il frigorifero. Sapete già che affitto il mio metabolismo a modiche cifre. Feste escluse!