febbraio 25, 2008
Rassegna stampa
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Ho sentito in tv di un furto della banda del buco.
Ora, la mia esperienza in fatto di bande di ladri ha le fondamenta nel Topolino. Qui ho imparato dalla Banda Bassotti che per essere un buon ladro devi essere ferrato in ingegneria, geologia, architettura e affini. Perchè più o meno un colpo su due al deposito di monete di Paperon de’ Paperoni prevede un tunnel sotterraneo.
Il tunnel si ritrova anche nelle evasioni, dai fratelli Dalton in Lucky Luke a “Sulle ali della libertà”, passando per “Una pallottola Spuntata 33 1/3″.
Per quanto riguarda il piano di rapina, ho imparato da Lupin che per un buon colpo occorre un buon travestimento, appostamenti, pazienza, tempo e tempismo.
Il cinema, con Mission Impossibile e Ocean’s Eleven mi ha insegnato che nessun obbiettivo è inattaccabile.
Con questa cultura, quando ho sentito la sopraccitata notizia, ho avuto come la sensazione di tifare per la banda di ladri. Loro, che dopo mesi a trapanare il muro di un edificio abbandonato, proprio accanto ad una gioielleria, sono entrati da questo buco vestiti da agenti, hanno ripulito il caveau e se ne sono andati.
Se proprio devono acchiapparli, mi auguro che prima o poi scappino dalla prigione annodando le lenzuola.
gennaio 30, 2008
Ripensandoci...
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Da La ricerca della felicità (The Pursuit of Happyness, 2006, Gabriele Muccino, Will Smith)
“Fu in quel momento che cominciai a pensare a Thomas Jefferson e alla Dichiarazione di Indipendenza… quando parla del nostro diritto “alla vita, libertà e ricerca della felicità”.
E ricordo d’aver pensato: “Come sapeva di dover usare la parola… ‘ricerca’?” Perché la felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire e che spesso non riusciremo mai a raggiungere, qualunque cosa facciamo. Come faceva a saperlo?”
Tralasciando il fatto che a me la parola Pursuit faceva pensare solo a un salume, sono grato a Jefferson per quel sottile appunto e a Muccino o chi per esso per averlo fatto notare.
Non è per nulla scontato pensare di mettere non la felicità, ma la ricerca di essa allo stesso piano di vita e libertà. ‘La ricerca’ sembra far pensare in negativo, che in fondo c’è la ragionevole possibilità che non si raggiunga lo scopo. In realtà è molto più importante la ricerca dello scopo. Ed è quello che fa la differenza.
Come a dire, in montagna non conta veramente essere sulla vetta, conta arrivarci.
Chissà se Will Smith pensava già a queste cose quando sparava agli alieni vestito in nero.
dicembre 22, 2007
Ripensandoci..., Vita Vissuta
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Il mondo? Una storia da raccontare. La gente? Personaggi che conosci, hai conosciuto e riconosci.
Vedi così la vita scorrere come un film che hai visto da bambino, di cui ricordi la trama ma non le scene, di cui intuisci lo svolgimento e anticipi le battute, ma segui lo stesso con ansia, stupore, e il brivido dell’imprevedibilità.
Caleidoscopio di facce, espressioni e comportamenti, la folla esibisce tutte le sue ricchezze e i suoi limiti, i suoi lati appassionanti e quelli ridicoli.
Con una macchina fotografica a portata di mano, il mondo diventa un album di figurine. Ed ogni singolo, evitabile, superfluo particolare che catturi, è un riquadro bianco che riempi.
Con l’ambizione di cogliere la creatività e l’ironia che, indipendenti e libere, vivono sotto il nostro naso.