maggio 23, 2008
Ripensandoci...
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Capitano, ogni tanto. Quei momenti in cui hai la nitida sensazione di parteciparvi soltanto, alla vita. Succede che all’improvviso ti accorgi che la giornata ti riserva un momento inedito, ma non improvvisato: deciso nero su bianco da chissà chi, chissà quando. Poesia e arte che si intrufulano furtive nei tuoi programmi, patetici proprio in quanto programmi. Per qualche attimo non ti rimane che cedere la parola e rimanere in ascolto.
Fanno parte di questi momenti tutti quegli incontri o quei dialoghi apparentemente senza senso. Toccate e fughe di perfetti sconosciuti. Meteore che aprono una parentesi senza troppe pretese. E con meno pretese ancora, la chiudono lasciando uno strascico non ben definito. Eppure, il ricordo rimane stampato bene in mente. Ricordo strampalato forse, come quell’incontro. Ricordo senza senso, magari falso e visionario. Però rimane.
Ho una piccola ma preziosa collezione di personaggi che mi hanno lasciato ricordi carinissimi e frasi che rimugino tutt’ora. Niente di che, solo due chiacchiere, al più del tempo passato insieme. Pochi di questi strani personaggi ho rincontrato. Probabilmente la loro specialità sta lì in quel breve lasso di tempo, in quella parentesi di novità.
Che ne è di loro? Chi li ha chiesti? Che ci stanno a fare? Forse proprio niente. Diciamo che sono come il prezzemolo su un primo piatto.
Dio benedica il prezzemolo.
maggio 13, 2008
Ripensandoci...
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Amo l’Imprevedibiltà.
Perchè odora di nuovo, di nascita, di fresco. Odora anche di pesce fresco, di salmone per la precisione, perchè i salmoni vanno controcorrente.
L’imprevedibiltà rompe il solito, odia il normale, distrugge il collaudato. L’imprevedibilità si subisce, si accoglie e si scopre. Ma si può anche cercare, vivere e testimoniare. Così essere artefici del nuovo diventa un grande potere. Il potere del giocatore di carte, dell’attore, del concertista, e del funambolo. Artisti dell’imprevedibile.
Il banale, il solito, il normale sono una sconfitta per la creatività dell’universo.
Credere nell’imprevedibilità è credere nel mondo. In fondo, tirando i dadi, prima o poi succede che qualcuno faccia doppio numero. Quello è il momento buono che si aspetta.
Credere nell’imprevedibilità è credere in sè stessi, perchè solo provando ad essere imprevedibili ci si può ingannare e si possono superare i propri limiti.
Nessuno si appassiona così tanto ad un libro come quelli che non ne conoscono il finale.
dicembre 22, 2007
Ripensandoci..., Vita Vissuta
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Il mondo? Una storia da raccontare. La gente? Personaggi che conosci, hai conosciuto e riconosci.
Vedi così la vita scorrere come un film che hai visto da bambino, di cui ricordi la trama ma non le scene, di cui intuisci lo svolgimento e anticipi le battute, ma segui lo stesso con ansia, stupore, e il brivido dell’imprevedibilità.
Caleidoscopio di facce, espressioni e comportamenti, la folla esibisce tutte le sue ricchezze e i suoi limiti, i suoi lati appassionanti e quelli ridicoli.
Con una macchina fotografica a portata di mano, il mondo diventa un album di figurine. Ed ogni singolo, evitabile, superfluo particolare che catturi, è un riquadro bianco che riempi.
Con l’ambizione di cogliere la creatività e l’ironia che, indipendenti e libere, vivono sotto il nostro naso.