settembre 6, 2008
Cose Mie
3 Commenti

Ce l’ho fatta.
Sembra che il contachilometri sia andato in tilt, ed invece segna proprio 88.888. Ho parcheggiato con il terrore che una manovra in più avesse fatto scattare quel fatidico chilometro… un’attesa di settimane mandata in fumo.
Un post è il minimo che possa fare per questa bella congiunzione di cifre.
Se facciamo il conto alla rovescia per lo scattare dell’anno e festeggiamo lo scattare dell’età, non vedo perchè non dovrei celebrare anche lo scattare dei chilometri.
Si aggiunga che (per una botta di fortuna) questo è l’ 80° post!
Fantastico!
agosto 2, 2008
Cose Mie
Nessun Commento

Va detto che non sono certo io quello che pulisce tutte le settimane la macchina, e va detto che povera la macchinuccia mia soffre un po’ di incuria del principale utilizzatore.
Questo lo dico perchè non si pensi male ora che racconto la storia del ragno dello specchietto sinistro.
Tutti i giorni mi trovo una modesta ragnatela allo specchietto retrovisore lato guidatore. Quando mi accorgo la levo prima che qualcuno la noti e la considerazione di me e della mia macchina precipiti. Però la ragnatela ricompare.
Ora sono riuscito a fotografarlo, il mio amico ragno, con l’ennesimo suo tentativo di tela sempre nella stessa posizione. Ragno amante di automobili? Non direi, visto che ha scelto la mia
Ti stimo e ti invidio caro ragnetto, cocciuto, imperterrito, determinato, convinto del tuo ben preciso compito. Ti lascerei anche stare, e condurre la tua vita di instancabile tessitore, ma per noialtri umani la tua casa dolce casa è sinonimo di sporco. Buffo vero? Di dico questo così che non te la (te-la ahahah) prendi troppo quando con un poderoso colpo di strofinaccio spazzo via i tuoi progetti di vita.
Sono convinto però che ci riproverai. Ti voglio bene per questo.
aprile 19, 2008
Vita Vissuta
5 Commenti
In ogni ecosistema vigono leggi proprie. Così anche nel microcosmo ufficio, il senso comune perde di significato di fronte a regole consolidate della vita interna.
Questa premessa per spiegare cosa succede nei 15 minuti di pausa al lavoro. Per cercare di motivare come, per 15 minuti, le menti fresche e attive (?) di baldi giovani vengano catalizzate da Snakky.
Chi è Snakky? E’ la macchina automatica portavivande qui a fianco. Ma chiamarla macchina è riduttivo.
In pausa si parla di Snakky. Gli sguardi fissi al neon ipnotico di Snakky, prima o poi qualcuno acquista da Snakky. Sappiamo a memoria i prezzi e le posizioni degli articoli. Ormai si è pienamente dibattuto di ogni rapporto qualità/prezzo, e pure sono risapute le correlazioni prodotto/acquirente.
E quando capita che dopo un rifornimento, un prodotto venga sostituito, c’è di che parlare per giorni.
Siamo consapevoli di esserne succubi. Ma in fondo, non chiediamo di meglio.
Snakky, una di noi.
(aiutateci)
marzo 8, 2008
Cose Mie
5 Commenti

In occasione della festa della donna, vorrei chiarirmi un po’ di idee circa la mia identità. Perchè è tempo ormai che conosco e non nascondo la mia seconda natura femminile.
Sono donna in quanto paranoico, casinista, ansioso. Ho gli sbalzi d’umore, spettegolo volentieri, il mio colore preferito è il fucsia, i miei parcheggi sono spesso fuorilegge, non capisco niente di macchine e motori, mi piacerebbe imparare a cucinare, mi commuovo e come se non bastasse ho l’istinto materno.
Ciò mi manca per potermi considerare donna è la facoltà di portarmi appresso la borsa tattica, rimpinzata di ogni cosa in pieno Mary-Poppins-Style. Per questo motivo detesto le mini-borse, più piccole del portafogli stesso. E’ una cosa per me inconcepibile. Cosa gironzoli con quell’affare se non serve neppure allo scopo. E’ come andare nel ristorante più costoso e ordinare un panino al prosciutto. O come, per stare in tema di donne, farsi la ceretta e indossare i pantaloni.
Forse questa è una delle sottilezze che mi tengono comunque distante dal mondo rosa. Con altre piccole cose, come la repulsione naturale verso lo shopping. Ok, niente panico. Sono uomo.
Ma, per fugare anche il dubbio che questo sia un post maschilista, la mia opinione a riguardo uomini e donne è un’amara constatazione: gli uomini sono l’anello di congiunzione tra la scimmia e la donna.
Poveri noi.
marzo 4, 2008
Vita Vissuta
1 Commento
Qui è tanto che non nevica… Pensi un po’, quest’inverno ha nevicato solo un giorno! Ormai qui da noi la neve sta sparendo…
Il tempo di dirlo, mi giro, tiro le tende, e fuori c’è una bufera apocalittica con gocce di nevischio dal peso di 100 grammi l’una. Di quella pseudo neve questa sera nessuna traccia. Forse ho sognato tutto.
D’altra parte mi ha dato l’occasione di pensare che il tempo è il lato stupido della natura. E’ la sua parentesi di follia. Concediamogliela.
Certo, a ben guardare una spiegazione strettamente razionale a queste strane manifestazioni climatiche c’è eccome.
Tre giorni fa ho lavato la macchina. E’ una regola tanto antica quanto il mondo.
Questo è il lato bastardo della natura.
febbraio 6, 2008
Vita Vissuta
2 Commenti

La strada è lunga, ti senti perso, smarrito. Ma sai che puoi sempre contare su qualcuno che, lassù da qualche parte nel cielo, sa che ci sei, sa la via giusta per te e ti guida, passo dopo passo.
Già, il navigatore in auto è una gran comodità. Personalmente lo preferirei con un paio di accorgimenti in più.
Sarà perchè mi sembra un videogioco di simulazione, ma dopo che io sento:
- “più avanti, girare a destra…”
- “..fra 800 m, girare a destra…”
- “…girare a destra”
mi aspetto qualcosa tipo: “BRAVO! Hai girato a destra! Missione compiuta. Livello successivo…”. Invece niente, ed è una delusione ogni volta che gli dai retta: viene voglia di disobbedirgli apposta.
Poi il navigatore serve nei viaggi piuttosto lunghi, dove non passa più il tempo. Mi piacerebbe che il navigatore si sbottonasse un po’ e facesse due chiacchiere, non pretendo molto, mi bastano anche frasi pre-registrate con luoghi comuni e discorsi di circostanza; che so, inutili battute sul governo o commenti per lamentarsi del tempo. Certo, adesso che ci penso, leggendo tra le righe, si possono trovare riferimenti alla corrente situazione politica italiana: “…tenere la sinistra… svoltare a destra…”
Perchè è anche meno pericoloso, un navigatore più loquace: in autostrada non è che ci siano molte indicazioni da dare… quindi dopo mezzora che sei in silenzio con la testa nei tuoi pensieri, irrompe all’improvviso la voce “PIU’ AVANTI USCITA”… e salti in aria guardandoti intorno per cercare chi hai in macchina…
A proposito. Ringrazio il navigatore per la variante “turistica”; non avrei mai pensato a metà viaggio di uscire dall’autostrada e rientrare il casello successivo.
febbraio 3, 2008
Vita Vissuta
2 Commenti
E’ tipico che in Bergamo non trovi parcheggio. Altrettanto tipico che la butti nel primo buco libero o pseudo-libero, indipendentemente dalla gravità del divieto. Così il tragitto che al ritorno mi conduce alla macchina è una specie di processione, fatta di preghiere mormorate e smorfie addolorate, nella speranza che il mio parabrezza sia lurido come l’avevo lasciato, ma vuoto.
Oggi, nell’ultimo tratto di questo tragitto avvisto da lontano il fatidico foglietto giallo. Così mi arrendo alla contravvenzione e mi avvicino rassegnato. Il foglietto però non è una multa. E’ un post-it.

Non credete che sia stato un sollievo. Farsi insultare da uno che scrive così le “n” è abbastanza umiliante. Ma tant’è, probabilmente me lo sono meritato. Queste sì che sono multe. I vigili dovrebbero usare meno moduli prestampati e più volgarità. Così si educa il cittadino.
gennaio 9, 2008
Vita Vissuta
1 Commento
Bello, il lavoro vicino casa! Che comodità…
Tutte balle! Il dramma rimane sempre alzarsi, e condensare in pochi minuti un percorso evolutivo che porta l’essere umano prima ad essere in un brodo primordiale fatto di sogni a vanvera e bavetta alla bocca, poi ad essere vegetale, poi finalmente forma di vita intelligente (intendo qualcosa tipo bradipo o fenicottero) che prende contatto con l’ambiente circostante con circospezione, come se ci fosse un predatore nei dintorni. Infine si regredisce di nuovo: un homo sapiens con la faccia penzolante in 300 ccl di latte e le pupille perse nel vuoto, scarsa capacità comunicativa e ridotta intellettiva.
Questo complicato processo mi porta già ad essere in ritardo mostruoso. Mi catapulto in macchina, ma succede sempre che, con gli occhi ancora a mezz’asta, il vetro perennemente sporco e il sole in faccia con un angolazione di 2° sull’orizzonte, non vedo mai una cippa. Così vado alla spera-in-Dio per un paio di chilometri, chiedendomi se la tv ne parla, di quando alla mattina il sole invernale impedisce agli italiani di raggiungere il posto di lavoro. Questi sono problemi.
Arrivo in ufficio con le righe del cuscino sulla guancia, la mimica facciale inibita dal freddo, gli occhi da spinellato dopo essermi accecato col sole, e la voce che mi sono dimenticato di schiarire nel frattempo. Questa patetica entrata in scena è fra i colleghi già ripigliatissimi e arrivati da oltre 10 minuti.
No, inutile puntare la sveglia prima. Sono ancora in fase pre-cretacica, quando l’istinto animalesco spegne il suono fastidioso.
dicembre 23, 2007
Vita Vissuta
3 Commenti
Il mito prevedeva Teseo, Arianna e il suo filo, il Minotauro, e un labirinto. Il nostro Minotauro da uccidere era un regalo da comprare. Il nostro labirinto era l’Oriocenter. Peccato che nella nostra versione non ci fosse nessuna Arianna ad aiutarci: due impediti in balia della folla presa dagli acquisti di Natale.
Caldo. Ma cosa compriamo, forse ci viene un’idea. Famiglie intere in migrazione tra i negozi: lei ha 20 regali da piazzare, loro vogliono a tutti i costi i giochi esposti in vetrina, lui è incredibilmente tranquillo, forse sotto sedativo. Carrelli pieni, a occhio contengono il rifornimento giornaliero di una Nazione. Coppiette mano nella mano, come in un camion a rimorchio: lei trascina lui. Comincia a venirmi il mal di testa. Incredibile come tutti i negozi si somiglino: ehi, ma qui ci siamo già stati! Negozi tamarri, negozi chic, negozi choc, negozi a matrioska con dentro altri negozi. Cosa compriamo alla fine? Non c’è il prezzo, forse è questo, ma sarà alla confezione, chiedo alla commessa, la commessa non c’è, forse è questa, ah no mi scusi. Questa è la scala per il terzo piano, ma c’è il terzo piano? Jingle bells, jingle bells, jingle bells rock. Uscita senza acquisti: significa che se non paghi puoi comunque portare fuori la spesa? Caldo e fame. Siamo ancora a mani vuote; invece giurerei di vedere gente che è già la terza volta che esce con le borse piene. Carta? bip bip bip; serve la borsa? Ma a che piano siamo, al secondo o al primo, ma siamo saliti senza mai essere scesi. Vuole il pacchetto regalo? Promozione, saldo, offerta, convenienza che a Natale siamo talmente tutti più buoni che si spende il triplo. Dai, dentro questo negozio, è quello buono: ah è quello di prima.
Ehi un momento. La mia macchina era al B3 giallo. Questo è giallo o senape? E il blu dove è? Ah ma forse ci sono 2 piani di parcheggio. Caldo, fame e non sento più le gambe. E non trovo più la macchina.
Magie del Natale.