novembre 25, 2008
Ripensandoci...
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Badi, chi crede che il Silenzio è assenza.
I momenti più belli e più alti della vita sono nel silenzio. In silenzio si pensa, si sogna, si immagina, si crea, si ama, si prega.

Ci sono persone che nel silenzio da artigiani sudano, inventano, faticano, e infine creano; la cicala canterina bussa alla porta della taciturna e laboriosa formica.
Ci sono altre persone che, nascoste, amano silenziosamente cento e cento volte, in incredibile abbondanza.
Ci sono persone che nel silenzio della loro normalità, coltivano un animo splendente, presenza fragile e dormiente, che inaspettatamente si sveglia e si fa sentire.
Quando parli con gli occhi, hai riempito il tuo silenzio della più eloquente delle conversazioni.
Quando ti viene un’idea, nota bene: in quel momento non stai ascoltando proprio nessuno.
Quando ripensi a ciò che è successo, puoi anche sentire la più bella musica ma, in sottofondo, avrai il più arido dei silenzi.
Se con una penna in mano ed un foglio davanti giri lo sguardo e viaggi con la mente, nel tuo silenzio c’è un’autostrada di parole e nel traffico caotico solo una è quella che stai cercando.
Se di notte senti il silenzio, significa che nelle tue orecchie c’è il frastuono di mille pensieri, preoccupazioni e progetti, paranoie e sogni.
Se in montagna ti fermi ad ascoltare il silenzio, significa che sei abbastanza lontano da tutto per sentirti piccolo piccolo.
Bello.
Per piacere: un po’ di silenzio.
settembre 30, 2008
Vita Vissuta
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Domenica 28 ho partecipato all’Imagnalonga, camminata sui colli della Valle Imagna scandita dalle portate di un ricco menu di prodotti tipici ad ogni tappa. Una bella sgambata e una gran mangiata, insomma. Già solo il pensiero mi è godurioso. Il tempo è stato clemente, la compagnia piacevole, archivio dunque volentieri il ricordo di una grande giornata.
Mia amatissima e tenera compagna di viaggio è stata la tazzona di alluminio, distribuita a tutti i partecipanti. Essa era indistintamente adatta al vin brulè, all’acqua frizzante o al thè. Insieme con le posate, faceva parte del “kit di sopravvivenza”. Quasi fosse l’unico bene di cui noi, viandanti in cammino, potevamo disporre, il nostro kit era il tramite fisico tra noi e il cibo; questa semplificazione e riduzione all’essenziale del nutrirsi mi metteva tanto appetito da farmi commuovere. L’unico inconveniente pratico che aveva la tazzona è che ti dovevi saper regolare con le dosi di vino rosso.
Il contatto con la natura e l’aria aperta ha portato a parentesi filosofiche mica da ridere, come la disquisizione su “come sarebbe stato il mondo se l’uomo avesse tre mani”. Foglia sostiene che “saremmo tutti più egoisti”, ma sono ancora molto perplesso su questa conclusione. Preferisco continuare a pensare alla possibilità di guidare e scaccolarsi senza problemi.
agosto 7, 2008
Vita Vissuta
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C’è il Lago della vacca, poco sotto il Passo della Vacca (2355 m). Ma, porcavacca, c’è pure Lei! Questo curioso ammasso roccioso dà il nome a questi luoghi della Val Camonica, nei pressi del rifugio TIta Secchi. Va detto, quegli spuntoni che fan da orecchie e da coda sono stati aggiunti dopo, c’è il ritocchino… che delusione.
La vacca rifatta simboleggia la partenza del mio prossimo sentiero (Via Alta dell’Adamello). Mi auguro di portare a casa (oltre che tutte le ossa integre) qualche buon spunto di racconto anche per il blog.
gennaio 30, 2008
Ripensandoci...
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Da La ricerca della felicità (The Pursuit of Happyness, 2006, Gabriele Muccino, Will Smith)
“Fu in quel momento che cominciai a pensare a Thomas Jefferson e alla Dichiarazione di Indipendenza… quando parla del nostro diritto “alla vita, libertà e ricerca della felicità”.
E ricordo d’aver pensato: “Come sapeva di dover usare la parola… ‘ricerca’?” Perché la felicità è qualcosa che possiamo solo inseguire e che spesso non riusciremo mai a raggiungere, qualunque cosa facciamo. Come faceva a saperlo?”
Tralasciando il fatto che a me la parola Pursuit faceva pensare solo a un salume, sono grato a Jefferson per quel sottile appunto e a Muccino o chi per esso per averlo fatto notare.
Non è per nulla scontato pensare di mettere non la felicità, ma la ricerca di essa allo stesso piano di vita e libertà. ‘La ricerca’ sembra far pensare in negativo, che in fondo c’è la ragionevole possibilità che non si raggiunga lo scopo. In realtà è molto più importante la ricerca dello scopo. Ed è quello che fa la differenza.
Come a dire, in montagna non conta veramente essere sulla vetta, conta arrivarci.
Chissà se Will Smith pensava già a queste cose quando sparava agli alieni vestito in nero.