Teseo non ha mai fatto shopping

Vita Vissuta 3 Commenti

Il mito prevedeva Teseo, Arianna e il suo filo, il Minotauro, e un labirinto. Il nostro Minotauro da uccidere era un regalo da comprare. Il nostro labirinto era l’Oriocenter. Peccato che nella nostra versione non ci fosse nessuna Arianna ad aiutarci: due impediti in balia della folla presa dagli acquisti di Natale.

Caldo. Ma cosa compriamo, forse ci viene un’idea. Famiglie intere in migrazione tra i negozi: lei ha 20 regali da piazzare, loro vogliono a tutti i costi i giochi esposti in vetrina, lui è incredibilmente tranquillo, forse sotto sedativo. Carrelli pieni, a occhio contengono il rifornimento giornaliero di una Nazione. Coppiette mano nella mano, come in un camion a rimorchio: lei trascina lui. Comincia a venirmi il mal di testa. Incredibile come tutti i negozi si somiglino: ehi, ma qui ci siamo già stati! Negozi tamarri, negozi chic, negozi choc, negozi a matrioska con dentro altri negozi. Cosa compriamo alla fine? Non c’è il prezzo, forse è questo, ma sarà alla confezione, chiedo alla commessa, la commessa non c’è, forse è questa, ah no mi scusi. Questa è la scala per il terzo piano, ma c’è il terzo piano? Jingle bells, jingle bells, jingle bells rock. Uscita senza acquisti: significa che se non paghi puoi comunque portare fuori la spesa? Caldo e fame. Siamo ancora a mani vuote; invece giurerei di vedere gente che è già la terza volta che esce con le borse piene. Carta? bip bip bip; serve la borsa? Ma a che piano siamo, al secondo o al primo, ma siamo saliti senza mai essere scesi. Vuole il pacchetto regalo? Promozione, saldo, offerta, convenienza che a Natale siamo talmente tutti più buoni che si spende il triplo. Dai, dentro questo negozio, è quello buono: ah è quello di prima.

Ehi un momento. La mia macchina era al B3 giallo. Questo è giallo o senape? E il blu dove è? Ah ma forse ci sono 2 piani di parcheggio. Caldo, fame e non sento più le gambe. E non trovo più la macchina.

Magie del Natale.

Spirito natalizio

Rassegna stampa 1 Commento

Finalmente trovo lo spunto per iniziare una categoria di post cui tengo molto, la rassegna stampa.

L’articolo di oggi è questo (vai all’articolo):

E’ partita come gag pubblicitaria, ora punta al guiness dei primati

Vive in una palla per festeggiare il Natale

Ben Eckerson, un impiegato di un’agenzia pubblicitaria è chiuso da giorni in una finta sfera di neve

Il ragazzo, sposato da due mesi, la prende con filosofia: «Amo il Natale e lo spirito natalizio. Ora ne faccio direttamente parte»

Ma perchè la gente è così adorabilmente cretina???

Santa Lucia

Ripensandoci... 3 Commenti

Santa Lucia

Lungi da me polemizzare con la sempre cara Santa Lucia. Ma diciamolo, non è che sia proprio una gran professionista.

D’accordo. Non è così sponsorizzata come Babbo Natale. Lui si può permettere una slitta deluxe, un allevamento di renne e un esercito di elfi, si può negare? Che dire, ha sfondato a Hollywood e in tv, ha imboccato la strada del successo.

Questo non toglie però che Santa Lucia mi deve ancora spiegare come mai anni fa, quando chiesi espressamente nella mia letterina, nel mio stampatello scolastico cubitale, la Nave dei Pirati dei Lego, mi arrivò invece la nave dei Gendarmi. Voglio dire, ero stato chiarissimo, davo per certo che mi avrebbe capito. Come ha fatto a confondere la nave rossa, grande, piena di pirati barbuti con la striminzita nave di quelle checche dei Gendarmi?

E non mi si tiri fuori la storia della cecità. Se è davvero cieca non se ne va a zonzo per supermercati e discount (perchè è risaputo che si rifornisce dal negozio vicino casa, ’sta drittona) e non si intrufola per le case, eludendo sistemi d’allarme, chiusure ermetiche di porte e finestre, decorazioni e lucine natalize, che nemmeno Tom Cruise in Mission Impossible.

E poi non ho capito perchè il vecchio Babbo si smazza tutto il pianeta in una notte e la cara Santa passa dove gli pare e quando gli pare. Questa non mi è mai andata giù. Perchè deve passare a casa mia il 12 notte, dal vicino il 13 pomeriggio e a scuola il 14 mattina? Cioè, una notte è bella lunga eh, organizzati.
Perchè poi in certe case non passa? Cos’è? Razzismo? Simpatia? Restrittezze economiche? Allora specifichiamolo: “porterò i regali fino ad esaurimento scorte”. Oppure “solo ai primi 400 che manderano la letterina”.

E questa storia della letterina: ok, se proprio vuoi formalizzare la cosa, bene. Ma dammi un modulo precomplilato, una traccia almeno. Mica che poi scarti la mia letterina solo perchè non conforme.

Si lascia pure lo spuntino a lei e all’asinello, poveri…. La Befana ha mai chiesto qualcosa? No. Un minimo di serietà: sei nella tua notte di lavoro, se ti devi fermare ad ogni casa a rifocillarti ci credo che non finisci più.

Che dire, presto le scriverò una letterina. Di protesta!