ottobre 5, 2008
Cose Mie
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Caro Scoiattolo Blu,
pare che il ruolo sia toccato a te. Non ti avrei mai considerato forse, se non fosse per l’importanza del tuo compito. Lasciatelo dire, sei uno scoiattolo molto brutto, ma sei un simbolo, ed hai quindi il pregio di significare molto di più di quello che sei.
Sei un simbolo di riconoscimento oltretutto, e quindi quotidianamente riceverai sguardi che ti cercheranno e che avranno in te un punto di riferimento prezioso.
Sei stato scelto per essere un compagno d’avventura.
Joele sta per cominciare la scuola materna ed avrà proprio te sul suo segnalino. Non ne sei fiero?
Lui avrà bisogno di fortuna, come succede a tutti nelle piccole grandi nuove esperienze.
Immagino che tu sarai occupato nel tuo lavoro di custode della salviettina e delle altre sue cosucce. Penso pure che ci sarà già chi lo aiuta e lo segue.
Però, vorrei chiederti, tu sei lì accanto a lui tutti i giorni….bè, insomma…. tienimelo d’occhio!
giugno 8, 2008
Vita Vissuta
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Sessione di arte coi nipoti. Fantasia e creatività a gogò, senza briglie. Il prodotto più interessante del pomeriggio:

Si chiama “Essere umano con spazzatura e navicella” (gessetti colorati su tavoletta di ardesia).
L’artista ha fornito anche delle precise indicazioni sull’interpretazione dell’opera: “Questo è l’essere umano…. e questa qui tutta intorno è la spazzatura…. e questo contorno verde è la navicella.”
La critica più superficiale ha già inquadrato l’opera come un chiaro riferimento al problema dei rifiuti, quasi un suggerimento verso la soluzione ormai non troppo avveneristica di una “discarica spaziale”.
Ma è l’autore stesso a provocare, e suggerire una lettura più profonda, insinuando dubbi sul soggetto: “Ma Stefano, gli esseri umani hanno la faccia tutta verde?”
gennaio 6, 2008
Cose Mie
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A dispetto dei miei 72kg (peso standard secondo le norme vigenti nel mio metabolismo), come tanti sapranno ho una gran confidenza col cibo, diciamo che ci diamo del tu, anzi diciamo che siamo amiconi (pappa e ciccia no, non lo dico…l’ho detto). Sono sempre stato fiero della mia lavandinaggine, anche perchè risolve un sacco di noie quotidiane (niente imbarazzi in casa d’altri, niente problemi di fronte alle schifezze estere, niente stomaco vuoto quando si ha la scelta obbligata a pranzo). Ultimamente però ho qualche sconcertante dubbio, di fronte ad alcuni evidenti segnali preoccupanti:
- E’ giusto finire i piatti dei nipoti. Perchè buttare via roba? Però non era proprio necessario in ristorante, con mille portate sul menu.
- L’ultimo dell’anno non ci si può riempire lo stomaco come una zampogna e il fegato come una famiglia di zampognari per poi accorgersi di aver perso 2 kg. Non è possibile. E’ una questione di bilancio. Non può uscire più di quello che è entrato.
- Potevo ordinare semplicemente un panino, un toast, una piadina. Perchè quella volta a pranzo invece ho chiesto un piatto di tagliatelle con broccoli e acciughe? Mammamia che buone…
- D’accordo, il kebab è già di per sè una squisita schifezza. Non è quello il problema. Due kebab uno di seguito all’altro sì però. In macchina c’è ancora odore di cipolla.
Interrompo l’elenco prima che mi venga voglia di aprire il frigorifero. Sapete già che affitto il mio metabolismo a modiche cifre. Feste escluse!
dicembre 28, 2007
Vita Vissuta
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Faccio venire l’accordatore del piano. Al cancello mi si presenta un ometto distinto, cappottone forse più vecchio di lui, capelli bianchi sotto il cappello. Capisco subito: è un gran personaggio.
Il mio uomo è sull’ottantina, si porta in giro un trolley pesantissimo che tiene in un sacchetto di plastica (”se no si rovina”) ed è una vita che accorda pianoforti, pur non essendo veramente un pianista.
Questa la sua storia (sì… all’amico accordatore piace parlare molto!). Lascia le scuole superiori e lavora nell’esercizio del padre, riparando macchine da scrivere. Durante il lavoro in una casa, trova dei ragazzi che accordano un pianoforte; e lì inizia a maturare la passione:”papà ma perchè non ripariamo pianoforti? E’ così interessante!”. Comincia invece la carriera di programmatore COBOL (la preistoria dell’informatica…che bello!) dove acquisisce quella che lui continua a chiamare “mentalità informatica”. Tre giorni dopo la pensione, inizia finalmente ad imparare da Daminelli il mestiere di accordatore. Per 20 anni gira la bergamasca accordando pianoforti con zelo e pazienza. Ora è vedovo, ha 6 nipoti, un gran daffare a riordinare filmini e dvd di una vita, ed è in cerca di un sostituto fidato per ritirarsi, ma i giovani accordatori in circolazione, dice lui, sono frettolosi e troppo poco esperti.
Tutto questo mi raccontava, tirando corda per corda, nota dopo nota, guardando attraverso gli occhialini il suo prezioso apparecchio intonatore (”cicalino”), coi tasti consumati. Dice che capisce quando una nota è intonata perchè sente una “pace interiore”. Mentre continua ad andare avanti, nonostante gli acciacchi dell’età, perchè quando sente un pianoforte scordato, gli dispiace.
dicembre 5, 2007
Cose Mie
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Prima che qualcuno me lo chieda, quello lassù è un merlo. Quindi non chiamatelo “uccellino” o “passerotto”. E’ permalooooooso….
Il merlo è il mio animale preferito. E’ una storia lunga. La racconto? Sì dai.
C’è che camera mia dà sul mio giardino. C’è che nel mio giardino c’è un grande ciliegio. C’è che ai merli piacciono le ciliegie. Così in primavera è un viavai di merli di fronte alla mia finestra.
M’ero pure messo in testa di fotografarli. Quando non avevo ancora una macchina digitale! Che tenerezza… aspettare un mese per sviluppare foto sfocate e masse informi nere in cui riconoscevo il mio obbiettivo… l’obbiettivo dell’obbiettivo… insomma… ad essere obbiettivi… non ho fatto una foto decente.
Era comunque nato un amore. Ho immortalato così il mio merlo in un quadro ad olio. E’ venuto sfocato ed informe pure quello, però il merlo c’è.
Poi, un giorno Martina copia il quadro, e tornando a casa mi trovo in camera questo:

Da lì il merlo diventa definitivamente la mia icona!