settembre 21, 2008
Ripensandoci...
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A proposito del verbo “sbagliare”.
Di solito si cancella una parola sbagliata. Ora, mettiamo che si sbaglia a cancellare. Cosa dovremmo dire? “Ho cancellato una parola giusta” oppure “Ho cancellato la parola sbagliata”?
E’ un dilemma.
Sbagliare può diventare un enigma anche nei bar. Se il barista sbaglia un “Negroni sbagliato”, non è detto che venga un Negroni e basta. Potrebbe anche essere un cocktail schifoso.
E se sbagliare è umano, se rispondi giusto ad una domanda cosa dovresti considerarti, marziano?
luglio 7, 2008
Vita Vissuta
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Avete presente gli indovinelli spesso senza risposta dei pensatori e matematici dell’era classica? Ok. Pensate ad uno di questi signori con il grembiule ed un asciugamano in una affollata cucina.
Piatti che vanno e vengono, arrivano usati e sporchi e tornano lavati e puliti. Il nostro Pitagora casalingo sarebbe riuscito a dire una frase del genere?
Ma questo piatto è bagnato perchè sporco o è bagnato perchè è pulito?
Anche tra i fornelli, quante cose belle si possono udire. Sono in estasi da paradosso.
aprile 13, 2008
Vita Vissuta
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- Pedaggio autostradale Bergamo-Venezia:
21,20 €
- Maglietta in cotone che non utilizzerai mai:
8,00 €
- Trovare la riproduzione della segnaletica che avevi fotografato a Venezia con una doppia indicazione opposta “Per S.Marco”:
NON HA PREZZO
Ci sono cose che non si possono comprare.
Ci sono cose che non si possono neanche capire.
aprile 5, 2008
Interesting
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Finalmente ho ritrovato una dimostrazione matematica che cercavo di ricordarmi da un po’. Mi scuso per il post razzista nei confronti degli intolleranti delle scomposizioni polinomiali.
Dimostrazione: 1 + 1 = 1
- Poniamo a = 1 e b = 1;
a = b
- Moltiplichiamo entrambi i membri per a;
a² = ab
- Sottraiamo ad entrambi i membri b²;
a² – b² = ab – b²
- Nel primo termine, applichiamo il prodotto notevole della differenza quadrati; nel secondo, raccogliamo b;
(a-b)(a+b) = b(a-b)
- Semplifichiamo il termine uguale (a-b);
a+b = b
- Sostituendo i valori iniziali , otteniamo: 1+1 = 1;
c.v.d.
febbraio 6, 2008
Vita Vissuta
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( Sala vuota, si avvicina la Cameriera)
C: “Cosa prende?”
S: “Caffelatte.”
( silenzio )
S: “Ma sono il primo o l’ultimo?”
C: “Nè il primo, nè l’ultimo.”
( silenzio )
S: “Grazie, buona giornata.”
C: “Arrivederci.”
Adoro questi rari frammenti di vita inevitabilmente simbolici, esageratamente evocativi, assurdamente intriganti, inutilmente moraleggianti.
Ora che ci penso, non sono troppo sicuro che sia successo sul serio.